Un'altra settimana è volata via e finalmente per due giorni sono al di fuori dalla routine lavorativa. E pensare che quando ho fatto questo blog, ero piena di iniziative, credevo di poter scrivere molte più cose. Invece quasi tutte le sere, appena arrivo a casa, do un'occhiata ai vari blog e siti che più mi interessano e lascio che i miei pensieri si impolverano.
Certo, ora ho cose più importanti da seguire, tipo il mio libro. Però non mollo. Appena trovo la forza di scrivere qualcosa lo faccio, come ora. Su questo blog.
Forse sono retrò, oppure semplicemente pigra, ma a volte i miei pensieri preferisco scriverli nel mio taccuino.
Buona serata.
Come ogni anno, anche oggi sono obbligata ad andare in chiesa per la commemorazione di mio padre. Alle 18.00 mi devo far trovare davanti alla chiesa dove ad aspettarmi ci saranno mia madre, mia sorella e mia zia, l'artefice di tutto quanto.
La cosa che mi scoccia più di tutto, è questa bella iniziativa data dalla Chiesa per spollare le povere creature come mia zia, che è pia fino al midollo. Cosicchè, durante la messa, in un momento ben preciso, il prete farà il nome di mio padre per ricordarlo e rendergli eterno riposo, costato ben cinquanta euro. Amen.
Non è per i cinquanta euro e nemmeno per la profonda religione che ha mia zia. La rispetto ma non condivido certi lucri ecclesiastici. Non ho bisogno di ricordare mio padre in questo modo, perchè da quando lui non c'è più, i miei pensieri sono sempre pieni di lui e dei suoi ricordi.
Il dolore è personale e non ha prezzo. Il mio è oramai in una fase serena e accettabile. E' scomparso da più di quattordici anni.
Il bilancio della Chiesa sta molto meglio del mio conto corrente però.